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Il pensiero Positivo

Il pensiero Positivo

Il pensiero positivo può essere un grande dono oppure una brutta trappola, dipende dall'uso che se ne fa. L'uso che ne facciamo dipende dal livello di consapevolezza, cioè dalla volontà e dalla capacità di guardarsi dentro e ascoltare la nostra verità, al di la dei racconti che utilizziamo per non sentire, appunto, la nostra verità.

Ormai è dimostrato che siamo noi a creare la realtà che ci circonda, e sappiamo che è la frequenza/informazione dei nostri sentimenti ad attrarre a noi persone e situazioni. Quindi, logicamente, il passo successivo è decidere di cambiare la nostra emanazione.

Spostarsi dalla posizione della vittima, a cui vanno tutte male e che subisce i rovesci della vita, a quella di Essere responsabile dei propri sentimenti e delle proprie azioni.

Il pensiero positivo può sicuramente aiutare, spostare la propria attenzione da quello che non funziona a "cosa posso fare io per farlo funzionare" è sicuramente un passo molto importante, ma non basta...

 

  • Ognuno di noi porta dentro di sé un grande contenitore di emozioni e sentimenti non espressi. Infatti da piccoli non abbiamo potuto farlo, forse perché non abbiamo avuto accanto un adulto disponibile ad ascoltarci veramente o perché la situazione era difficile o per altri motivi, comunque abbiamo imparato a trattenere, rabbia, dolore, tristezza, ecc.


Questo nostro contenitore pieno di emozioni, che sono frequenza/informazione, ha funzionato come un polo magnetico ed ha continuato ad attrarre persone e situazioni in risonanza a quella frequenza. Per fare un esempio: se da piccola sono stata un mese dentro l'incubatrice ( ovviamente non è colpa di nessuno) ho sperimentato solitudine e abbandono, ma probabilmente anche senso di inadeguatezza ( se mi lasciano qui da sola devo essere davvero sbagliata).


Questa informazione vibra in me come paura di ripetere l'esperienza devastante fatta da piccina, paura che mi spingerà a mettere in atto strategie per evitare di trovarmi ancora da sola.


Per esempio essere brava, buona, accondiscendente, accettando quello che non vorrei e, al tempo stesso reprimendo la rabbia che non riesco ad esprimere per paura di essere ancora abbandonata.


Rabbia e paura che vanno ad alimentare il contenitore, polo magnetico, che mi porto dentro. Ecco creato il circolo vizioso che ci mantiene nel dolore.

 

  • In questa situazione il pensiero positivo può dimostrarsi una trappola che adopero per mostrare al mondo, e a me stessa, che sto bene, che ho risolto i miei problemi.

 

Sono convinta che sia utile diventare consapevoli del proprio contenitore, scegliere di svuotarlo ( oggi esistono tanti strumenti ), a quel punto il pensiero positivo, ovvero la fiducia che tutto è come deve essere, sgorga spontaneo dal cuore.