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La memoria prenatale

Perché parlare al feto che sta nascendo nella pancia della mamma ha un effetto positivo?

La memoria prenatale

Perché parlare al feto che sta nascendo nella pancia della mamma ha un effetto positivo?

Image link: https://www.flickr.com/photos/captbrando/3720274731/

 

Il feto in fase di sviluppo è come un cristallo o come un cd-rom. La fisica quantistica ha provato che l’acqua e i cristalli possono funzionare come chip di memoria. Il feto, in fase di sviluppo, è la stessa cosa.


Le cose dette dalla madre o dalle persone presenti nel suo ambiente vengono raccolte e memorizzate in quello che viene definito il “testo prenatale” (espressione coniata dallo psicoterapeuta Loek Knippels). Anni dopo, ascoltando le stesse parole, potremo esserne attivati a livello emotivo. Inoltre, queste stesse parole possono ritornare a ossessionarci, entrando a far parte del nostro dialogo interiore.


Tutto ciò ricorda le esperienze che alcune persone dicono di vivere quando vengono sottoposte a un intervento chirurgico in anestesia generale. Una parte della loro mente è sempre attiva e ascolta quello che dicono i chirurghi. Eventuali commenti negativi fatti durante l’operazione possono provocare profonde ferite o traumi emotivi, che potranno influire sulla vita dei pazienti.


La stessa cosa può capitare durante la gravidanza: anche se il bambino o il feto non è ancora abbastanza maturo dal punto di vista neurologico per poterne comprendere il significato, l’intenzione e le frasi vengono comunque memorizzate.


La ricerca scientifica ha dimostrato che il fatto di parlare al feto che sta crescendo nella pancia della mamma e di suonare musica classica o new age, hanno un effetto positivo sul parto e anche sul sistema immunitario e sulla capacità di adattamento del bimbo che nascerà.


Possiamo spiegare questo fatto solo se riusciamo a liberarci del presupposto secondo il quale le informazioni vengono memorizzate, soltanto a livello di sistema nervoso centrale.


Abbiamo ogni tipo di informazione a nostra disposizione nella nostra memoria cellulare e prenatale di base, e non è difficile raggiungerle.

 

 

Tratto dal libro Equilibro Emozionale di Roy Martina